Stefano Del Degan – Vita
Nell’infanzia ci hanno insegnato la vita nella paura; oggi raggiunta la maturità, puoi se vuoi, vivere nella “luce” che continua a rafforzarsi durante il tuo cammino.
Nell’infanzia ci hanno insegnato la vita nella paura; oggi raggiunta la maturità, puoi se vuoi, vivere nella “luce” che continua a rafforzarsi durante il tuo cammino.
La lingua del mio spirito continuerà ad essere il tedesco, e precisamente perché sono ebreo. Ciò che resta di quella terra devastata in ogni possibile modo voglio custodirlo in me, in quanto ebreo. Anche il suo destino è il mio: io però porto ancora in me un’eredità universalmente umana. Voglio restituire alla loro lingua ciò che le devo.
La vita regala tante cose come il sorriso. La vita si serve del destino, che è amico del tempo. Intanto aspetto impaziente e sorrido alla vita.
E se la realtà che percepiamo fosse solo una vibrazione dell’anima se la realtà che viviamo fosse solo apparenza?
Lo scrittore non deve mai scusarsi se usa con ripetuta insistenza alcune parole al posto di altre. Sai, i termini sono come le persone ed è normale che ad alcuni ci si è affezionati più che ad altri.
Così si potesse dimezzare ogni cosa intera, – disse mio zio coricato bocconi sullo scoglio, carezzando quelle convulse metà di polpo, – così ognuno potesse uscire dalla sua ottusa e ignorante interezza. Ero intero e tutte le cose erano per me naturali e confuse, stupide come l’aria; credevo di vedere tutto e non era che la scorza. Se mai tu diventerai metà di te stesso, e te l’auguro, ragazzo, capirai cose al di là della comune intelligenza dei cervelli interi. Avrai perso metà di te e del mondo, ma l’altra metà rimasta sarà mille volte più profonda e preziosa. E tu pure vorrai che tutto sia dimezzato e straziato a tua immagine, perché bellezza e sapienza e giustizia ci sono solo in ciò che è fatto a brani.
Sembra facile voltare pagina o dire che il tempo risana le ferite, ma le cicatrici restano e le pagine scritte rimangono.