Stefano Del Degan – Vita
Nell’infanzia ci hanno insegnato la vita nella paura; oggi raggiunta la maturità, puoi se vuoi, vivere nella “luce” che continua a rafforzarsi durante il tuo cammino.
Nell’infanzia ci hanno insegnato la vita nella paura; oggi raggiunta la maturità, puoi se vuoi, vivere nella “luce” che continua a rafforzarsi durante il tuo cammino.
Penso che domani sia un giorno nuovo… penso che ogni giorno è un giorno nuovo. Ma penso anche che ogni giorno è simile ai giorni passati: è come se cambiassero i protagonisti, cambiasse la scenografia… ma il copione restasse sempre lo stesso.
Bue vecchio, solco diritto.
Se le mura fossero di vetro e potessimo vedere, ci accorgeremmo che molto spesso ci lamentiamo per delle cavolate, mentre chi davvero soffre non riesce più neanche a farlo dalla disperazione.
Tutto ciò che se ne va è un dolore che rimane.
I particolari non esistono. Ogni particolare è una direzione diversa che imbocchiamo o che possiamo dare alla nostra esistenza e, qualche volta, si può tornare indietro, altre no. Altre costa cara quella minuzia, diventa così abissale che la vita non ti permette di darle poca importanza: te la pone incessantemente innanzi cosicché tu non possa più vivere superficialmente le circostanze che s’incrociano, cosicché, al prossimo turno, prima che qualcuno ti chiami in ballo, tu abbia la forza per prendere il tempo necessario per non lasciare nulla al caso.
L’ultimo peso, quello che ti sei portato sempre dentro alla fine te lo porti sicuramente dietro oltre l’ultimo giorno.