Stefano Del Degan – Vita
Non è il tempo che passa quello del Sublime Sentimento, ma un nostro scivolare consumandoci.
Non è il tempo che passa quello del Sublime Sentimento, ma un nostro scivolare consumandoci.
“Invecchiare che orrore!” Diceva mio padre ma e l’unico modo che ha trovato per non morire giovane.
Piove, il pantano disorienta il viandante, le sue impronte vengono miscelate e confuse, il cammino si fa più faticoso; mentre l’ignoto domina impossessandosi del sentiero prescelto.Dal fuoco che arde da tempo, si alza un maleodorante fumo grigiastro, la presenza del nulla è palpabile e da segnali di soffocamento, che lo fa rimanere inerte dinnanzi alla fine del viaggio.Il fuoco s’indebolisce inesorabilmente, non gli resta che alzare dignitosamente il capo guardando il continuo precipitare, aspettando un nuovo vento.Ricordandosi che ogni fine, non è altro che un nuovo inizio.Noi mortali necessitiamo di alimentarci dal fuoco dei sentimenti.
Il nostro è un mondo di giganti in campo nucleare e di neonati in campo morale.Sappiamo più sulla guerra di quello che sappiamo sulla pace, sappiamo di più su come si uccide di ciò che sappiamo su come si vive.
Le emozioni non hanno misure, non hanno confini, non hanno tempo, lasciano soltanto spazio all’incontrollabile voglia di stupirti, di tenerti compagnia, di renderti felice.
Ammettere i propri sbagli significa: Crescere. Tutti commettiamo errori, ma è compito nostro riuscire a dare un senso anche agli errori poiché c’è molta differenza tra andarsene senza averli compresi e rimanere chiedendo scusa. Anche cadendo è possibile fare un passo in più. Sta a noi decidere se cadere in avanti o cadere all’indietro.
Ciò che ci appartiene non è mai un nostro possesso, è solo un dono passeggero. Vivi dunque immensamente ogni passo nuovo che la strada della vita dona al tuo essere.