Stefano Del Degan – Vita
L’essere mortale ha omesso l’idioma del silenzio, lasciando la via del cuore.
L’essere mortale ha omesso l’idioma del silenzio, lasciando la via del cuore.
Mi piacciono le persone indipendenti, quelle che si sono fatte da sole, portando dentro di loro tempeste e arcobaleni. Mi piacciono le persone che non si aggrappano agli altri, perché sono state troppe le ferite che hanno contato, quelle che hanno imparato a viver di loro, per loro, con loro. A farsi compagnia da sole.
C’è stato un tempo in cui tutto stupiva. Mancava qualsiasi cosa, ma c’era tutto, ora i miei occhi vedono gente nutrirsi dai cassonetti. Sembra normale, visto lo stato in cui viviamo.
Nel mare della vita navighiamo, e da innumerevoli sentimenti in esso presenti travolti siamo, ma se dalla riva ci allontaniamo e troppo a largo andiamo, vuol dire che da sentimenti pericolosi invasi siamo. Solo allora capiamo il significato vero dei sentimenti che abbiamo e a nuotare con le forze torniamo. In quel caso, solo in quel caso vinciamo e quindi “viviamo”.
Siamo come attori che recitano nella commedia della vita, poi ci svestiamo e ci ritroviamo da soli con le nostre paure.
Ecco che le soddisfazioni prima o poi arrivano, ecco che chi si credeva migliore ti vede passare avanti e resta dietro, ascoltando il fruscio che fa il suo “io” di cartone che decade!
Colora il passare del tempo con le tinte del buon vivere.