Stefano Del Degan – Vita
Perseguitati dalla morte, dobbiamo “meditare” la vita.
Perseguitati dalla morte, dobbiamo “meditare” la vita.
Il passato non si può cambiare, ma si può migliorare costruendo il presente. Dipende da noi, da cosa vogliamo noi.
Sono cresciuto su una strada, ho mangiato e dormito più in strada che in una vera casa e sono riuscito ad imparare il rispetto e il valore della sincerità molto di più di alcuni che hanno vissuto coccolati in egregie famiglie.
È proprio strano incontrare i fantasmi del proprio passato. Spero che faccia presto giorno, scompariranno con la luce, come ogni volta.
Giocondo è il mio sorrisoin un attimo sul mio viso,tenue e placido ogni momentosegnato da un inaspettato tormento.Chi conosce tutto ciò che sono statoimmagina il dolore che il mio cuore ha provato,ora le mie emozioni sono più rare e selezionatenel ricordo di chi, quel giorno, me le ha rubate.Vivo nella speranza che quel giorno non ritorni,ma il mondo è sempre più difficile da capirenon chiedo molto è facile da intuire,voglio che sia all’altezza dei miei sogni.
Per divenire Saggio, devi saper sorseggiare follia inebriandoti, senza ubriacarti e divenire dipendente da essa.
La vita è un dono, ma la nostra anima è in prestito.Ho sempre pensato all’anima come ad una stoffa di raso, di un bianco impossibile da descrivere, perché è così che dev’essere quando Dio ci dona la vita. Crescendo però questa stoffa di raso bianco può sporcarsi, strapparsi, subire delle bruciature. Non è giusto renderla così al Padre che l’ha pensata, voluta e creata; la nostra anima non ci appartiene totalmente e prima o poi dovremo renderla a Lui. L’anima può trovare misericordia e perdono grazie a Gesù. Conversione e pentimento, confessione, comunione e preghiera di ringraziamento sono la nostra “lavatrice interiore”.