Stefano Gentilini – Sogno
La notte mi permette di scorgere una vita fatta di calde luci artificiali, mi protegge con la sua ombra dalla normalità del giorno, dove tutto è (in)visibile e così tremendamente troppo reale.
La notte mi permette di scorgere una vita fatta di calde luci artificiali, mi protegge con la sua ombra dalla normalità del giorno, dove tutto è (in)visibile e così tremendamente troppo reale.
Non ci si rassegna mai ai “sogni”.
Stili di vita: il viaggiatore vede, il sognatore immagina.
Sogno ancora credendo di pensare, ogni qual volta c’è il rispetto della gente, cosa cambia tra il passato ed il presente, dentro e fuori la coscienza delle persone, sono un uomo libero e sogno ancora affacciato alla finestra.
Avevi bisogno di un sogno. Ti ho regalato il mio più bello. Sognalo. Non svegliarti. Continui a sognarlo. Lasci a me la delusione. Dell’alba senza sole.
Immaginavo il mio mondo e poi sei arrivato tu.
Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho dovuto affilarlo di nuovo sulla mola e ridargli la forma a martellate e renderlo tagliente con la pietra, e sapere che avevo qualcosa da scrivere, piuttosto che averlo lucido e splendente e non avere niente da dire, o lustro e ben oliato nel ripostiglio, ma in disuso.