Stefano Giuliano – Tristezza
Vorrei piangere ma le lacrime, come lame di cristallo, feriscono il mio orgoglio.
Vorrei piangere ma le lacrime, come lame di cristallo, feriscono il mio orgoglio.
E nonostante tutto non mi arrendo. Continuo a lottare per qualcosa in cui credo. E anche se troverò parecchi ostacoli, io lotto con tutta la forza che ho in me, lotto per questo amore in cui credo.
Se servisse versare lacrime per ragion di pace nel fiume mio, io piangerei, ma del mio fiume ormai vi è rimasto solo il letto.
Arriva un giorno in cui ti rassegni e perdi la capacità di sperare che le cose per te possono cambiare. E mentre il mondo ti passa sotto gli occhi lasciandoti osservare che per tutti c’è qualcosa di bello che accade mentre per te resta sempre la solita vita, le solite cose con cui lottare e la fiducia che le cose possano cambiare decade. Poi ecco che proprio quando meno te lo aspetti incontri qualcuno che farà in modo che da quel momento niente sarà come prima. Torni a vivere e a pensare che le cose possono cambiare. Sorridi e ti rendi conto che saper aspettare senza pretendere è la cosa più giusta. Che non accontentarsi è la scelta migliore. Capisci che se oggi sei una persona felice e completa, lo devi anche a quel “vuoto” che per molto tempo ti ha tenuto compagnia, senza farti cambiare, senza farti “svendere” ne regalare niente di te a nessuno per quel qualcosa che si chiama “solitudine”.
Se tutto ti va male ed hai toccato il fondo, puoi soltanto risalire la china. Però, se ti trovi in alto mare, puoi ancora affondare.
A volte la solitudine non è così sbagliata; fa riflettere; insegna; e soprattutto non permette di avere problemi con qualcuno, perché qualunque cosa tu faccia, deve per forza causare problemi a qualche persona…
Ho sofferto la gabbia dell'”amore”. Ora cerco la “libertà” dell’amare.