Stefano Medel – Giornata della memoria
Il giorno della memoria,per non dimenticare,per pensare;ciò che è stato è passato,ma può ritornare.
Il giorno della memoria,per non dimenticare,per pensare;ciò che è stato è passato,ma può ritornare.
Perché la memoria del male non riesce a cambiare l’umanità? A che serve la memoria?
Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani parla.
Quando non si riesce a dimenticare, si prova a perdonare.
Sei milioni di lacrime, mare della speranza che bagna anche il deserto.
Morte premeditata di milioni di vite innocenti,perché Ebrei.Ritenuti indesiderabili.Banditi.Umiliati.Indifesi.Massacrati.Trasportati nei lager.Svestiti.Numerati.Campi di concentramento.Rinchiusi.Definiti spazzatura.Uomini, donne e bambini divisi.Denudati.Rasati.Stipati come bestie.Baracche, con letti a castello, come gabbie.Stracci putridi, ricoperti di escrementi, le loro coperte.Obbligati a lavorare.Violenza sulle donne.Sfruttate come cavie dai medici.Deportati.Torturati.Orrore.Epidemia, tifo, pidocchi.Denutriti.Insopportabile.Qualcuno tenta di scappareSi getta sul filo spinato elettrico.Vagoni stipati.Docce.Camere a gas.Ignari entrano.Bruciati vivi.Odore acre.Sterminati dai Nazisti.L’inferno sceso sulla terra.Ora a ricordare il dolore.Foto, scarpe, borse, denti, occhiali, tesori, documenti.Forni crematori, Auschwitz.Oggi sono le lacrime del mondo a voler ridare vita alle loro vite.
C’è un paio di scarpette rossenumero ventiquattroquasi nuove:sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica”Schulze Monaco”.C’è un paio di scarpette rossein cima a un mucchio di scarpette infantilia Buckenwalderano di un bambino di tre anni e mezzochi sa di che colore erano gli occhibruciati nei fornima il suo pianto lo possiamo immaginaresi sa come piangono i bambinianche i suoi piedini li possiamo immaginarescarpa numero ventiquattroper l’eternitàperché i piedini dei bambini morti non crescono.C’è un paio di scarpette rossea Buckenwaldquasi nuoveperché i piedini dei bambini mortinon consumano le suole.