Stefano Medel – Giornata della memoria
Il giorno della memoria,per non dimenticare,per pensare;ciò che è stato è passato,ma può ritornare.
Il giorno della memoria,per non dimenticare,per pensare;ciò che è stato è passato,ma può ritornare.
Perché la memoria del male non riesce a cambiare l’umanità? A che serve la memoria?
Erano centoErano cento uomini in arme.Quando il sole sorse nel cielo,Tutti fecero un passo avanti.Ore passarono, senza suono:Le loro palpebre non battevano.Quando suonarono le campane,Tutti mossero un passo avanti.Così passò il giorno e fu sera,Ma quando fiorì in cielo la prima stella,Tutti insieme fecero un passo avanti.”Indietro, via di qui, fantasmi immondi:Ritornate alla vostra vecchia notte”:Ma nessuno rispose, e invece.Tutti in cerchio, fecero un passo avanti.
Voi che vivete sicurinelle vostre tiepide case,voi che trovate tornando a serail cibo caldo e visi amici:considerate se questo è un uomoche lavora nel fangoche non conosce paceche lotta per mezzo paneche muore per un sì o per un no.Considerate se questa è una donna,senza capelli e senza nomesenza più forza di ricordarevuoti gli occhi e freddo il grembocome una rana d’inverno.Meditate che questo è stato:vi comando queste parole.Scolpitele nel vostro cuorestando in casa andando per via,coricandovi alzandovi;ripetetele ai vostri figli.O vi si sfaccia la casa,la malattia vi impedisca,i vostri nati torcano il viso da voi.
Non voglio parlare di memoria, ho una memoria viva ogni giorno nei miei pensieri, nelle parole, nel cuore. Soffro delle ingiustizie, degli stermini, della violenza, di un “non amore” che troppo prende il sopravvento sul rispetto per le ideologie e soprattutto sul rispetto per la persona. Voglio parlare della speranza che anche un solo gesto di ognuno di noi possa ogni giorno combattere quello per cui tante persone nel corso della storia hanno lottato. Io credo che un cambiamento sia fatto di tante piccole gocce e quelle gocce siamo noi, nella tolleranza, nel rispetto, nell’accettare le diversità, nell’amare, anche se il confronto non porta avvicinamento, ma amore.
Ad Auschwitz tanti cuori, un solo silenzio, un solo terrore, un solo grido di dolore.
Se dall’interno dei Lager un messaggio avesse potuto trapelare agli uomini liberi, sarebbe stato questo: fate di non subire nelle vostre case ciò che a noi viene inflitto qui.