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    “Ci hai già detto che lo scopo per il quale siamo stati inviati su quel mondo era quello di ‘indagare su una forma di vita quasi certamente ostilè, e che gli esperti della Compagnia hanno sempre saputo che il segnale era di avvertimento e non una richiesta di soccorso.””Si. “, rispose Ash. “Era passato troppo tempo, secondo i traduttori, perché una richiesta di soccorso potesse servire a qualcosa. Inoltre il segnale era spaventosamente specifico, molto dettagliato. Il relitto spaziale che abbiamo trovato era atterrato sul pianeta, apparentemente nel corso di una normale spedizione. Come Kane, devono aver incontrato una o più spore. La trasmissione non diceva se gli esploratori avessero avuto il tempo di stabilire se le spore fossero originarie di quel mondo, o se vi fossero emigrate provenendo da qualche altra parte. Prima di essere tutti sopraffatti, riuscirono a trasmettere l’avvertimento, per impedire che gli occupanti di altre navi intenzionate ad atterrare su quel mondo subissero la stessa sorte. Da qualunque parte venissero, erano persone nobili…”

  • Anthony De Mello – Libri

    Immaginatevi di essere di pessimo umore, e che qualcuno vi stia accompagnando a fare una passeggiata. Il paesaggio è splendido, ma voi non siete dell’umore giusto per apprezzarne i particolari. Qualche giorno più tardi ripassate dalla stessa zona ed esclamate: “Santo cielo ma dov’ero l’altro giorno, per non essere riuscito a notare tutto questo?”. Tutto diventa splendido quando si cambia.

  • Albert-László Barabási – Libri

    Il cyberspazio incarna la più alta libertà di parola. Qualcuno potrà sentirsi offeso, altri potranno apprezzarlo, ma il contenuto di una pagina web è difficile da censurare. Una volta lanciato in rete entra a disposizione di centinaia di milioni di persone. Un diritto d’espressione così illimitato, con dei costi di pubblicazione così bassi, fa del Web una grandissima manifestazione di democrazia. Tutte le voi hanno pari opportunità di ascolto, o almeno così predicano tanto i costituzionalisti quanto le riviste d’affari. Se il Web fosse una rete casuale, potremmo anche essere d’accordo con loro. Ma non lo è. Il risultato fu affascinante del nostro progetto di mappatura fu la scoperta di una totale assenza, nel Web, di democrazia, equità e valori ugualitari. Imparammo che l’unica cosa che la topologia di questa rete permette di vedere sono il miliardo di documenti ivi contenuti. Quando si considera il Web, la domanda fondamentale non è più se le nostre opinioni possono venire pubblicate: certo che possono e, una volta online, diventano accessibili a chiunque, in qualunque parte del mondo, con una semplice connessione Internet. Di fronte alla giungla di documenti che si aggiungono minuto pe minuto, la domanda cruciale è piuttosto la seguente: se lancio un’informazione in rete, qualcuno la noterà? Per esser letti bisogna essere visibili: una banale verità che vale tanto per gli scrittori quanto per gli scienziati. Sul Web la misura della visibilità è il numero di link. Più link puntano alla vostra pagina Web, più siete visibili.