Stieg Larsson – Libri
Quando pensava a lui, provava quasi uno scomodo istinto di protezione.
Quando pensava a lui, provava quasi uno scomodo istinto di protezione.
Non riesco a saziarmi di libri. E sì che ne posseggo un numero probabilmente superiore al necessario; ma succede anche coi libri come con le altre cose: la fortuna nel cercarli è sprone a una maggiore avidità a possederne. Anzi coi libri si verifica un fatto singolarissimo: l’oro, l’argento, i gioielli, la ricca veste, il palazzo di marmo, il bel podere, i dipinti, il destriero dall’elegante bardatura e le altre cose del genere, recano con sè un godimento inerte e superficiale; i libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di famigliarità attiva e penetrante.
La gente non si accorge mai di nulla.
Due debolezze non fanno una debolezza maggiore, ma una forza nuova.
Quando si legge troppo in fretta o troppo lentamente non si capisce nulla.
Scrivere è sottrarsi alla condanna di una sola vita.
Ci sono dei libri terribili, orrendi, e altri meravigliosi, ma sta a voi la scelta ed è leggendo che si comprende la differenza.