Susan Randall – Desiderio
Vorrei una favola tutta mia, che mi abbracciasse e mi dicesse: “domani io ci sarò!”
Vorrei una favola tutta mia, che mi abbracciasse e mi dicesse: “domani io ci sarò!”
Un giorno mi sveglierò in un prato colorato, con un arcobaleno che sorride. Lo so, è solo un sogno.
Ed è nei nostri occhi, il riflesso dell’anima, la capacità che abbiamo dentro di amare e perdonare!
Non c’è nulla di più comune del desiderio di essere importanti.
Fu la mia città per prima che mi abbandonai. Oggi, le case sono, lì. Respirarne su di me l’odoroso. Qualche passo avanti e mi fermo. Chi si ricorda di me? Nessuno! Questa cosa mi fa ondolare d’ironia. Una striscia rovente sulla fronte. Una piccola promemoria di se stessa, che fa tremare nella coscienza, l’estremità di dissolvenza. Emigranti gli assomigliano alle rondine, nessuno non si dimentica della loro terra.
E arriva quel giorno nel quale, tutto quello che tu avresti desiderato non è poi così irraggiungibile, tutto quello che hai sempre sognato di “essere” finalmente “è”.
Quando il dolore diventa rabbia, e la rabbia diventa dolore, cosa ne resta della speranza?