Susan Randall – Stati d’Animo
Come posso pensare alle bellezze dell’universo, quando lo stesso piange nella miseria!?
Come posso pensare alle bellezze dell’universo, quando lo stesso piange nella miseria!?
È stato strano ultimamente. Mi sento come se non fossi qui anche se lo sono.
Sacra notte, benedici l’unione di questi selvaggi corpi fra soavi meandri della tua oscurità e maledici il giorno che per noi troppo presto giungerà.
Mi dissero che il trucco è trovare un sentimento e lasciare che esso ti pervada, sino a quando non c’è più bisogno di pensare a cosa scrivere. Ciò che ho trovato mi spaventa tutt’ora. Mi spaventa quel senso di vuoto e passività che deriva dal dolore, quella voglia di arrendersi che segue la consapevolezza che la vita è quel che è e niente di più. Ma ciò che mi spaventa ancora di più è la prospettiva che il dolore sia realmente il mio sentimento guida. Non c’è cosa che temo di più.
Quando un suono interrompe la tua nostalgia, quando un ostacolo si intromette nella tua via devi trovare un antidoto per la malattia, quel male atroce, o quel che sia.
Per la gelosia nulla è più terribile della risata.
Chi non è libero dentro non lo sarà da nessuna parte.