Susan Randall – Stati d’Animo
Non credevo che la fragilità fosse una colpa, ma allora perché questo senso di “colpa” non mi abbandona mai?
Non credevo che la fragilità fosse una colpa, ma allora perché questo senso di “colpa” non mi abbandona mai?
Oggi ho strappato una brutta pagina dal libro della mia vita, gettandola nell’apposito contenitore per rispettare l’ambiente, questo perché desidero tenere solo le cose belle che fino ad ora ho vissuto e che vivrò, se ne avrò la possibilità.
Quando sei silenzio nel frastuono, sei emozione.
Se siete soli gettate via il cuore, qualcuno certamente lo raccoglierà.
Nulla dura, nel nulla che vive, forse una speranza, che sa di nulla e ti accorgi che nulla dura nel nulla, e tu che speri, non sai che speri nel nulla del nulla e chissà perché, non ci si abitua mai a quel nulla che è nulla!
Non ci si trova, ci si riconosce.
Fissavo le mie mani, incredulo. Non un briciolo di forza era rimasto nella mia carne, nelle mie ossa, ora così fragili. Erano questi i momenti in cui avrei desiderato morire, lasciarmi tutto alle spalle per seguire l’eterno riposo che da oltre cinquecento anni mi attendeva.