Tania Memoli – Stati d’Animo
Non fate capire di essere felici, la gente non ve lo perdona.
Non fate capire di essere felici, la gente non ve lo perdona.
Cari amici, fratelli, sorelle, colleghi o altro, diciamocelo chiaro e con sincerità che questo è stato un gran bell’anno di merda! Confidare nel 2014!? Mah, diciamo che confiderei più su noi stessi, perché si possa trovare ancora la forza di restare in piedi!
A volte avresti solo il bisogno di bendarti e perderti nell’oblio dei sensi.
Ci sono giorni in cui ti sembra che il mondo ti crolli addosso in cui ti fai mille domande, quanti perché, perché questo, perché quello, perché a me, e allora piangi e ti disperi, ti chiudi in te stessa e lasci il mondo fuori, a volte fa male ma anche se fa male sono sempre momenti che passi con te stessa e proprio in quei momenti che cominci a tirare le somme e dire questo si e questo no, questo va bene nella mia vita questo no, sono del parere che stare un po con se stessi ci aiuta sempre. Ora tutto è più chiaro ora sai cosa vuoi e cosa non vuoi nella tua vita, giorni duri con te stessa che comunque sia hanno dato delle risposte, mille volte mi sono trovata con il culo per terra e mille volte mi sono rialzata, va bene così, testa alta spalle dritte, pronta a rimettermi in gioco in questo gioco chiamato vita, e con un solo obiettivo ottenere ciò che voglio, costi quel che costi Lottare Sempre Arrendersi Mai.
Le vittorie più vere sono quelle di cui non ne fai un vanto. Le vittorie più vere spesso sono quelle che non tocchi con mano, ma senti con il cuore. Le vere vittorie sono quelle in cui ti rendi conto che hai saputo mantenere la stima e il rispetto di chi ami e di aver saputo scegliere chi portare con te e chi lasciare dietro.
Ed è stato in quel momento che ho capito il senso della lezione di chimica sulle “reazioni irreversibili”, come quando bruci qualcosa o cuoci un uovo. E ti rendi conto che la tua vita (nel bene e nel male) non sarà mai più la stessa e, per quanto ti sforzi di fingere che vada tutto a meraviglia, dentro di te sai perfettamente che il meglio è passato. E il tempo a venire dovrai impiegarlo a far credere agli altri che stai benissimo, per non farli preoccupare troppo e rischiare che si sentano in obbligo di darti una mano…
Mi chiusi in me e gettai la chiave in un pantano di solitudine. Puoi vederli ancora i graffi delle mie unghie, consumate sulla porta del tempo. Una notte, senza il calore di un perché, respirai il coraggio della fuga, soprattutto da me stesso.