Teo Erba – Cielo
Ci sono tante cose che odio, ma più di tutte è il solo pensiero che le nuvole possano permettersi di coprire il sole o la luna sopra il mio cielo.
Ci sono tante cose che odio, ma più di tutte è il solo pensiero che le nuvole possano permettersi di coprire il sole o la luna sopra il mio cielo.
Io personalmente fin da bambina, ho sempre adorato quei buchi lucenti che irradiano la notte e la rendono magica, attraente, maestosa, elegante e perfino magnetica, mi son sempre detta che non solo i volatili son bravi a volare. Esistono anche i voli fermi, quelli immobili, quelli a cui ti basta chiudere gli occhi per poter viaggiarecon la sola forza della mente, riesci a spiccare il volo proprio guardando le stelle, noi umani siamo gli unici a saper volare sprovvisti di ali. Ed è magico, è semplicemente magnifico riuscirci.
Siamo briciole di pane, quel pane sbriciolato; siamo gli avanzi del tempo passato ad aspettare quell’affascinante becco che ci avrebbe trasportato tra gli abissi dell’estremo. Siamo immagini sbiadite, immagini sbiadite dal sole e rovinate dalle pioggia che ci ha resi sbriciolabili come carta pesta, destinati a diventare piccoli atomi di grandi ricordi. Siamo gli echi delle nostra urla di gioia, la vittoria di chi non si aspetta nulla ma esulta per la poca ricompensa giornaliera, la vittoria del sorriso sul pianto, della voglia di vivere su quella di arrendersi, la voglia di continuare a sognare su quella di restare con i piedi per terra. Siamo il profumo di chi tra di voi si sentirà attratto dalle suola delle nostre scarpe e tenterà di inseguire le nostre enormi scie nel cielo, invisibili e allo stesso tempo incancellabili. Siamo i volti di continua ad aspettare un po di sole e nell’attesa cerca di scaldarsi bruciando tutto quello che trova in questo tempo, ladro di pazienza e di rispetto. Siamo vite indelebili, siamo i figli di un mondo segreto, chi si unirà alla forza delle nostre anime conoscerà le nostre dimore e le nostre ricchezze. Aiuole di Pace.
Parla con la gente con cui ti va di parlare, ignora chi pensi non faccia per te, confida e svela a chi pensi possa capire, apri a chi credi ti somigli, fingi di credere a chi sai che ti mente, dai a chi sai che ti può dare, fai quello che vuoi con le persone ma anche alla migliore del pianeta nascondi, o meglio, tieniti sempre qualcosa per te, scegli una cosa di te stesso, la cosa che ti rende più forte magari e non mostrarla mai a nessuno. Quella sarà la tua ricchezza, non sarà di certo l’unica che hai, ma sarà di sicuro l’unica cosa di cui non ti potrai mai privare, anche quando le altre cose oramai a furia di darle e non vederle tornare non esisteranno più!
Il fenomeno che in seguito avrebbe preso il nome di Impulso ebbe inizio alle 15.03 del 1° ottobre, ora di New York. La definizione era naturalmente imprecisa, ma a dieci ore dall’evento quasi tutti gli scienziati in grado di farlo notare erano o morti o impazziti. In tutti i casi il nome contava poco. Quello che contava era l’effetto.
“Allora non capisci?”La prese per un braccio e la strattonò giù dal divano fino al balcone. Il cielo notturno invernale li sovrastava.”Lo vedi? Lo vedi il cielo? Quando ero piccolo lo guardavo e vedevo tutte quelle stelle e pensavo che fino a quando un cielo così sarebbe esistito non si poteva essere tristi e smettere di sognare… Ora vedo solo fottute lampadine.”
Il caso è l’abito che Dio indossa quando vuole lavorare indisturbato sulla terra.