Theodor Wiesengrund Adorno – Vita
Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze.
Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze.
Strano come a volte i ricordi prendono forma nel presente facendoti rivivere situazioni passate, ma con la maturità derivata dall’esperienza; realizzi così che niente succede per caso, rendendoti conto di come la vita ed il tempo che passa ti aiutano a comprendere situazioni che prima non riuscivi a spiegarti.
“Esperienza” è quasi sempre sinonimo di “corazza”. Questo ovviamente assume una valenza tanto positiva quanto negativa. Ma ogni cosa nella nostra esistenza ha le sue due facce. La corazza rende forti, ci prepara con discreto anticipo a riceve i colpi o addirittura ci spinge a trovare in tempo la traiettoria per evitare che quell’imprevisto o problema si verifichi. Ma sfuggire la probabilità che qualcosa accada implica anche evitare fin dal principio di fare alcune scelte. Può manifestarsi sotto forma di una specie di preclusione a priori. Ma ritengo sia normale. Il “lanciarsi in ogni esperienza impulsivamente” il più delle volte è riconducibile proprio all’inesperienza.
Sono qui in piedi ancorata alla terra, con i mano i sogni da dover realizzare. Mi destreggio, tra pianti e gioie, tra lacrime e sorrisi, tra paure e voglia di farcela. Non mollo. Sono come un fiume in piena, urto e spazzo ciò che mi ostacola, ciò che mi obbliga a rimanere dove non voglio essere. Temeraria non perdo la fiducia anzi la concilio con la mia speranza e vado avanti.
Aspettiamo sempre qualcosa, la vita è un’attesa che spesso non ci fa vivere.
Solo abbandonato nel silenzio del nulla mi accorgo di vivere… a metà tra la realtà e il sogno appeso ad un filo sottile chiamato vita trovo la forza di dire ancora una volta “io ci sono” e non solo per guardare.
Preferisco piacere a pochi, perché le cose rare non sono alla portata di tutti.