Theodor Wiesengrund Adorno – Vita
Dopo Auschwitz non è più possibile la poesia.
Dopo Auschwitz non è più possibile la poesia.
Vivo d’istinto, non di ragione.
Quanti ottimisti incontrerai durante il tuo cammino quando confiderai loro i tuoi problemi!
Da tanto tempo ho smesso di cercare, di affannarmi a dire e a dimostrare, vivo, e lo faccio al massimo catturando ogni respiro e trasformandolo un qualcosa di speciale; siamo figli del tempo e lui non ci avvisa quanto è trascorso il nostro.
Più che i tanti condoni tombali passati e forse futuri andrebbe messa una pietra tombale sul comportamento di noi tutti e ripartire da zero, insieme, con intenzioni migliori di quelle ieri e di adesso.
Amore… chi ha mai potuto inventare un sentimento simile?Dannati i sentimenti umani che incompresi diventano i peggiori nemici… voglio capirmi, voglio esser libero di dire ciò che voglio a chi voglio senza conseguenze drastiche ma purtroppo la vita è questa… nessuno sa cosa ci aspetta, nessuno sa che ciò che provi ora, prima del grande salto che ti farà mutare ancora una volta, è ciò che continuerai a provare un tempo.Nessuno sa se un giorno diventerai colui che hai disprezzato… nessuno sa chi o cosa sarai… cosa scriverai in quell’immenso libro intitolato “Vita”.In me altro non ho che una tempesta di idee, concetti inutili, futili e nel contempo fondamentali… gli stessi che mi han portato ad essere ciò che sono… e ciò di cui vanto.Cosa mi aspetterà? La vita cosa mi riserva?La risposta è semplice, “Non lo so”.So solo che io son qui e che per continuare a camminare devo capire ciò che provo, devo scoprire ciò che il mio cuore vuole e, beh, ciò che gli altri possono donare a me… per meglio vivere… per meglio crescere.
Solo chi vive il presente può avere la pretesa di dire che ha veramente vissuto.