Valeria D’Amato – Filosofia
È l’imprevedibilità nel vivere che sorprende la certezza dell'”essere”…
È l’imprevedibilità nel vivere che sorprende la certezza dell'”essere”…
Quanto più quelle scritture apparivano incongrue con le loro tradizioni e concezioni, tanto più dovevano forzarne l’interpretazione, per renderle più consone ai loro bisogni morali e culturali. Si consolidò così questa molteplice tradizione interpretativa, “falsificante” quanto altra mai, e che pure costituì quel plurimillenario esercizio intellettuale che affinò così straordinariamente le virtù logiche di noi europei. È una mia ipotesi: ma il cavillo può diventare sottigliezza, il puntiglio può diventare rigore, l’arbitrio può diventare inventività, l’astrazione può rovesciarsi in universale concretezza. Così, del resto, la retorica e l’euristica greca del V secolo a.c. fornirono le armi logiche alle grandi riflessioni di Platone e di Aristotele, che restano le fonti massime di tutta la riflessione filosofica di noi occidentali.
La parola è un’ala del silenzio.
Non è facile riconciliare il tempo che uccide se stesso.
I tanti niente diventano cosa grossa.
Bisogna guardare oltre l’infinito. Chiudere gli occhi e andarci.
Le cose si dimenticano… passano… svaniscono!Ma è una grandissima bugia…i ricordi non si cancellano… magari spariscono per lungo tempo… anni… forse una vita… ma poi tornano… tornano sempre!