Valeria Molinaro – Vita
Sono il bambino che non hai voluto o quello tanto desideratosono il malato che sta lottando, l’anziano non rassegnato…sono vita che vuole vivere e pertanto vado vissutama non pensare di comandarmia decidere sarà la Vita.
Sono il bambino che non hai voluto o quello tanto desideratosono il malato che sta lottando, l’anziano non rassegnato…sono vita che vuole vivere e pertanto vado vissutama non pensare di comandarmia decidere sarà la Vita.
Credevo di aver lasciato il passato alle spalle ma ogni volta che provo a voltarmi lui è sempre lì. Lì a fissarmi, a sorridermi e a ricordarmi che per qualsiasi cosa, lui ci sarà sempre.
L’età avanza ed è meglio accoglierla bene considerato che l’animale è permaloso e potrebbe essere tentato di farla pagare cara a chi, con il suo silenzio, facesse finta di non riconoscerlo.
La vita è talmente soggettiva, che richiedere oggettività ad una persona è solo un’utopia.
La vita è fatta di priorità. In ogni cosa. C’è sempre qualcuno o qualcosa che arriva prima di qualcos’altro. È un dato di fatto e non provate nemmeno a convincervi del contrario. Quindi la prossima volta, provate a sedervi un attimo e pensare. Perché se alcune priorità ci fanno sorridere, altre fanno maledettamente male.
Se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è la tolleranza. Non intesa come accettazione di tutto ma come consapevolezza delle diversità fra individui. Quelle diversità che fanno di ognuno di noi un essere unico e insostituibile. Tolleranza verso un modo di parlare non perfetto, un modo di agire non sempre coerente e rispettoso. C’è una cosa che insegna più di altre a capire l’eccezionalità di questo vivere: il dolore. Perché niente cambia le prospettive e ridimensiona l’ego come un dolore, una perdita o una sconfitta. Perché la tolleranza nasce quando l’ego riprende la giusta dimensione e diventa salvaguardia di sé stessi e non prevaricazione.
Non manca il tempo, è che non ce l’ha per te.