Vera Santoro – Figli e bambini
Tra il Cielo e la terra, c’è stato un attimo di pausa; un respiro in più ha unito gli estremi della vita e dell’invisibile e in quell’attimo sei nato tu.
Tra il Cielo e la terra, c’è stato un attimo di pausa; un respiro in più ha unito gli estremi della vita e dell’invisibile e in quell’attimo sei nato tu.
I bambini danno gioia, allegria, riempiono la vita, un loro abbraccio toglie la tristezza, ridona il sorriso. Amiamo i bambini, coccoliamoli, perdoniamo le loro marachelle perché più amore siamo capaci di dare loro e più ne riceveremo in cambio. I bambini sono come spugne, assorbono tutto quello che gli diamo, restituendolo raddoppiato.
Non esiste sucesso nella vita cha faccia provare un senso di conquista quanto tenere tra le braccia il propio nipotino.
I bambini andrebbero visti come degli insegnanti di semplicità, non come dei contenitori di rimpianti. Si dovrebbe far loro credere che da grandi possano davvero diventare astronauta o ballerina, che un anziano obeso vestito di rosso possa cavalcare il cielo per consegnar loro doni, che un ratto possa barattare soldi per un dente, che il bacio della mamma sia lenitivo di ogni ferita, che il babbo sia capace di rubargli il naso tra due dita, che le nuvole siano soffici, che l’orco esista realmente, ma che una tenue luce sul comodino possa tenerlo lontano di notte, che la siringa non abbia l’ago, che non esistano bambini diversi. Se prendi un’illusione dalle tasche di un bambino, ricorda che stai rimuovendo un colore dal suo arcobaleno.
Leggiadra come una farfalla, esile e forte come un giunco, mantieni i tuoi sogni intatti, piccola libellula dalle ali d’oro, danza solo per lui, danza per l’amore che mai ti mancherà, danza per il tuo papà.
Non sono i tanti sì a renderci dei buoni genitori. Ma sono i giusti no a farlo.
Era bello esser pulcini, sapevi che non sarebbe durato a lungo ma ti riusciva così bene dimenticartene, la semplicità era un labirinto dove l’immaginazione si perdeva e tu vedevi distante le difficoltà perché eri tutto quello che non sei oggi. Ogni tanto ti guardi indietro per vedere il tempo trascorso, i cambiamenti fatti, i bei momenti perduti e le sensazioni ritrovate, ogni tanto ti manca e guardi avanti ricercando tutto sotto altre forme, era bello esser pulcini.