Vincent Van Gogh – Arte
Preferisco dipingere gli occhi degli uomini che le cattedrali, perché negli occhi degli uomini c’è qualcosa che non c’è nelle cattedrali.
Preferisco dipingere gli occhi degli uomini che le cattedrali, perché negli occhi degli uomini c’è qualcosa che non c’è nelle cattedrali.
L’artista senza la sua musa non può essere definito tale. È come un fiore che…
Fate per l’arte una guerra, ma non fate della guerra un’arte.
Mi rifiuto di pensare che un dipinto, ad esempio, possa ridursi a essere solo il risultato di un freddo processo di comunicazione che procede da un particolare punto a un altro. L’arte è un’azione, una prassi, una militanza e un dialogo, soprattutto. L’artista, però, non parla personalmente con il suo pubblico, non fa l’entertainer; lui conversa con sé stesso, porta la conversazione tra i presenti e la dona a loro senza preoccuparsi di come il dono verrà accolto. Prendendo parte a una mostra con qualcosa di proprio, il pittore accende promesse di significato che altri dovranno decifrare, finendo poi col fare i bagagli e passare a formulare un nuovo dialogo interiore.
Soltanto un’artista può indovinare il senso della vita.
L’artista è la puttana del suo tempo e del suo popolo.
Dall’acqua salata del pianto dell’umanità, mista al sangue scarlatto della guerra, nasce il germoglio dell’arte, un’arte universale che dà vita ad una grande varietà di fiori, infiniti come gli infiniti modi di esprimersi dell’animo umano.