Vincent Van Gogh – Desiderio
A momenti, come le onde disperate si infrangono sulle scogliere indifferenti, un desiderio tumultuoso di abbracciare qualcosa.
A momenti, come le onde disperate si infrangono sulle scogliere indifferenti, un desiderio tumultuoso di abbracciare qualcosa.
Le sue cosce. La corrente che gli risale la spina dorsale. La carta sottile delle palpebre. L’odore di capelli dei capelli. L’assurda, ebete, insensata, idiota, perfetta semplicità dell’incastro.
Io voglio persone che si prendono cura di me no che mi facciano ammalare della loro pazzia.
Sentirsi, volersi, amanti nello stesso respiro.
Preferisco dipingere gli occhi degli uomini che le cattedrali, perché negli occhi degli uomini c’è qualcosa che non c’è nelle cattedrali.
Ha la sapidità del mare, il ricordo del tuo bacio, mi abita dentro ogni attimo, mi rende naufrago attaccato a quel pezzo di vita che tiene a galla il mio cuore nell’oceano di passioni.
E ti cerco in un’emozione, e ti cerco in un caldo brivido, e ti cerco perché ho fame della tua bocca, ti cerco perché ho fame di te.