Vincenzo Cataldo – Tristezza
Alla tristezza ci si abitua, alla disonestà mai.
Alla tristezza ci si abitua, alla disonestà mai.
Una persona “distrutta” la riconosci dagli occhi e dal suo silenzio, ed è lì che racchiude le sue cicatrici, le sue lacrime ma soprattutto il suo dolore.
Fuori dalla finestra si sentono solo i grilli cantare, poi il nulla, un silenzio sepolcrale! È in questa situazione che riflettere fa più male. Troppi “perché?”, vorrei la serenità di quel canto, ma dentro il mio cervello va in onda una tempesta! Nulla è certo, tutto è precario e il futuro? Un punto di domanda infinito! Pensare troppo fa male, meglio premere il pulsante giusto [off].
Non c’è morfina che possa addormentare il dolore “del cuore”.
Quando voltandoti vedrai solo nebbia, ricorda che è un illusione della tua mente… un tentativo malriuscito di nascondere i tuoi rimpianti.
La maledizione di vivere le cose in un modo e nel suo opposto.
Vorrei piangere dalla boccain modo che ogni lacrimapossa essere una parola che si capisce meglio.