Vincenzo Cataldo – Tristezza
Alla tristezza ci si abitua, alla disonestà mai.
Alla tristezza ci si abitua, alla disonestà mai.
Lascia urlare il dolore dentro l’anima, lascia che le lacrime portino via la sofferenza, chiudi gli occhi quando ti dicono di non pensarci, non addormentarti con il groppo alla gola, addormenterai solo il dolore e si ripresenterà ancora più forte.
La malinconia ha bisogno di rifugio, di occhi umidi, di labbra che tremano ed unghie conficcate nel palmo della mano. La malinconia necessita di urla silenziose, di rimpianti, di rimorsi e di attese infinite. La malinconia ha bisogno di amori perduti, di rancore incrostato, di tristezza palese. La malinconia necessita di una valvola di sfogo, di un tic nervoso, di ricordi troppo grandi per essere assimilati tutti insieme. La malinconia ha bisogno di distruggerci per poi lasciarci liberi di rinascere a nuova vita. La malinconia ha bisogno di una definizione per essere identificata e correttamente collocata nel cuore e nella mente. La mia, di malinconia, porta da sempre il tuo nome.
Le delusioni ti destabilizzano, ti atterrano. Tanto più è forte e radicata in te la ragione del tuo dolore, tanto più tempo deve passare prima che la ferita si rimargini. Le delusioni sono un colpo alla schiena e una cicatrice nel cuore, sono veleno che lega col tuo sangue e ti rende insano e marcio nell’animo. Le delusioni sono anche l’acciaio che forgerà il tuo carattere, sono la materia di cui è fatto il coraggio. Le delusioni sono la spada che abbatterà il tuo carnefice. Un reclamo per la dignità perduta e per la vita. Le delusioni sono il prezzo da pagare per tornare ad essere liberi.
Soffrire per autopunirsi o procurarsi dolore o quando se ne può fare a meno, è un masochismo inutile e senza senso che senz’altro non serve a niente ed a nessuno.
La tristezza del mondo assale gli esseri come può, ma ad assalirli sembra che ci riesca quasi sempre.
Siamo ombre deformate che allungano la presa sui ricordi sbiaditi del tempo…