Vincenzo Costantino – Stati d’Animo
La vergogna è un sentimento creato dall’uomo per limitare la propria arte, la propria follia.
La vergogna è un sentimento creato dall’uomo per limitare la propria arte, la propria follia.
Sono, troppo spesso, sulla difensiva, chiusa come le chiese sconsacrate, labbra serrate, perenne smorfia, tuttavia, non sono questi i miei momenti di “tristezza”, ché lo so che come so tenermi compagnia io, nessuno mai. È lì che mi spopolo all’esterno, per dimorarmi da dentro, affollarmi di me, invitarmi ai banchetti dell’anima e, perché no, anche nelle stanze vetuste, quelle delle memorie che non affiorano mai alla bocca e che intraprendono vie secondarie raccordandosi, istantaneamente, alle arterie principali, ostruendo il passaggio con un “caduta massi” inaspettato. Come dopo un incidente, realizzi, scosso.
Detesto le persone che si definiscono perfette! Amo le mie imperfezioni e appena posso ne aggiungo una!
Se continui ad ostinarti nel ripensare alle cose brutte del passato, finirà che anche le belle lo sembreranno.
Non soffocate mai il vostro istinto, urlate al mondo intero l’amore vero. Ce né bisogno in questa società priva dei valori d’un tempo.
Voglio vivere al cento per cento, voglio sognare anche tra quest’arido deserto che si chiama esistenza, voglio lottare per riservare a me stessa, in questa parte di mondo la felicità che mi tocca, che merito, che desidero, che voglio. Anche se il viaggio è lungo tortuoso, io lotterò. Perché conosco le mie possibilità, perché so di potercela fare, perché voglio farcela. E anche se il mondo mi è contro, continuerò, perché tutto è in nostro potere, perché se vogliamo davvero tutto possiamo. Perché noi siamo; forza, grinta, audacia, perseveranza, speranza. Siamo materia è spirito e se vogliamo davvero nulla ci fermerà, perché l’impossibile è una parola inventata per chi ha deciso di mollare!
Quante volte abbiamo desiderato un abbraccio, un abbraccio che avvolgesse insieme al nostro corpo, anche la nostra mente e la nostra essenza. Un abbraccio talmente lungo da farci ascoltare tutto il silenzio del mondo. Un abbraccio talmente forte da toglierci il fiato, ma non tanto da impedirci di annusare quel profumo di amore e di vita. Quante volte abbiamo desiderato “quell’abbraccio”, non un abbraccio qualsiasi e non da chiunque. Un abbraccio talmente stretto da non farci male, perché fa più male l’assenza di quell’abbraccio.