Vincenzo Giusepponi – Società
Fino a quando le disparità sociali saranno eccessive, il mondo non potrà dirsi abbastanza civile.
Fino a quando le disparità sociali saranno eccessive, il mondo non potrà dirsi abbastanza civile.
Nella nostra società si è sviluppata una sorta di abitudine, quella di disdegnare le percezioni. Il pensiero è indissolubilmente legato alle emozioni. Unendo le due cose si ottiene un pensiero collettivo scialbo, che a sua volta crea un mercato del sentimento sempre più vario, supportato da assuefatti sempre più poveri.
Ne sentiamo troppi di “uomini di stato” che a parole stanno dalla parte dei cittadini ma nei fatti in quella di chi li paga.
Quando sentiamo dire che “fra le forze dell’ordine c’è stata piena collaborazione” vuol dire semplicemente che non si sono messi i bastoni fra le ruote nelle indagini e non si sono sparati addosso.
Il massimo che si potrebbe ottenere in questa società è essere diversi tra tanti uguali.
Vi prometto solo sudore, lacrime, sangue.
La società ha inizio a partire da due individui, quando il rapporto tra questi individui modifica il loro comportamento.