Stefano Cuccuini – Vita
A che serve morire se gli altri continuano a vivere a che serve vivere se gli altri continuano a morire.
A che serve morire se gli altri continuano a vivere a che serve vivere se gli altri continuano a morire.
Passiamo la vita ad aspettare che succeda qualcosa, mentre la vita succede senza farcene accorgere.
Il pensiero è una bolla di sapone, lo guardi meravigliato e lui svanisce.
Ho sete di voi perché solo io posso custodirvinella clessidra del tempo.
Esistono madri per le quali il proprio gremboè la parvenza di un loculo.
L’umana stupidità non ha limiti. Il nostro volere ci ha portati a desiderare sempre di più, a scombussolare i nostri ritmi tanto che non riusciamo più ad allinearci a noi stessi, a ciò che siamo, a ciò di cui abbiamo realmente bisogno. Dimentichiamo come funzioniamo perché ci allontaniamo da noi, dagli insegnamenti nati con noi… Mi domando allora cosa c’è di meglio che ricominciare dall’inizio? Ancor prima di piangere abbiamo respirato, il ritmo è battuto dal respiro, il metronomo della nostra vita.
Purtroppo siamo nati senza libretto di istruzioni e se qualcosa non va ci perdiamo in mille giri a vuoto alla ricerca di ciò che non sappiamo nemmeno cosa essere. La risposta è di fronte a noi o meglio la risposta siamo noi, sì mia cara il libretto d’istruzioni siamo noi.
Penso che ognuno prima o poi, per un motivo o per un altro, è costretto a entrare in clandestinità. Ovviamente parlo di una clandestinità diversa da quello che solitamente si intende con questo termine, piuttosto è un essere costretti ad annullarsi, nel senso di smettere di essere orgogliosi di come si è ma al contrario nascondersi per fuggire dal resto del mondo. Il resto del mondo ovviamente è quella parte che non ti accetta. Chi ti accetta è parte del tuo mondo. Quindi l’unica maniera per salvarsi appare inevitabilmente quella di nascondersi dietro la maschera di qualcun altro che fai passare per te stesso. L’unica cosa è che dalla clandestinità prima o poi devi uscire.
Come si fa a dire non vi preoccupate, non è morto, può durare due o tre ore, cosa cambia?
Vedere un corpo senza vita fa più male della morte stessa.
Il tempo non è altro che ricordo.Si imprime di favole spezzate, bagnate da lacrime di sale e tenerezza.
Ricordi, versi su un foglio di carta gettato a terra, mentre la pioggia li trafigge, sbiadiscono, trasformandosi in macchie dai contorni sfumati.
Compro raggi di sole che scaldino il cuore o permuto con manubrio di Graziella usato pochissimo.
La vita non finisce mai di insegnarti, a volte, anche dagli stupidi impari qualcosa.
Tutto passa nel mondo e ci sono cose che non passeranno mai.
Il senso della vita… è fare tesoro di ogni cosa meravigliosamente grande, lasciataci da chi ci ha preceduto, per non dover mai dimenticare.
Ognuno di noi da vita a qualcosa: chi ad un figlio, chi ad un ideale, chi ad un’emozione. Al peggio si da vita all’indifferenza…