Michelangelo Da Pisa – Vita
La storia è un’ottima docente, è il discente che lascia a desiderare.
La storia è un’ottima docente, è il discente che lascia a desiderare.
Un giorno tutto questo finirà. E inizierò io.
La vita è un viaggio che inizio il giorno che sei nato e finisce quando qualcuno ti dice “scendi, sei arrivato”.
Son sempre andato incontro a gli altri per abbracciarli ma nessuno è mai venuto incontro a me per abbracciare me. Ho desiderato una carezza più di un bicchiere d’acqua, e son finito per ritrovarmi in un vuoto senza più via d’uscita.
La vita è come un soffio di vento. Noi, barche alla deriva d’un mare tempestoso. Condotti in porti lontani, profughi impauriti, dimentichiamo. Non scordare, apri le vele, le cose accadono perché devono accadere.
Quando incontri quella tipologia di persona capace di renderti peggiore tirando fuori il peggio che hai dentro, non fare il maledetto errore di permetterglielo. Quelle persone sono proprio quelle che devi lasciare andare perché credimi trattenerle sarebbe l’equivalente di “distruggersi”!
Se potessi guardare oltre ogni volta che non riesco a capire qualcosa, sarebbe più semplice. Se potessi solo domandandomi: “perché” avere la risposta sarei meno afflitta. Ma il “se si potesse” è qualcosa di illusorio. Solo il tempo aiuta in alcuni casi e spesso nemmeno lui riesce a rimuove completamente alcune cose e a dare risposte certe ad altre.
La vita è una strada che pian piano ti accorgerai di doverla percorrerla da solo.
Il libro della mia vita è ancora aperto, alcune pagine sono sbiadite, altre sono nere e piene di dolore, ma molte di esse, fortunatamente, sono di un bianco così intenso, da sembrare la luce di un angelo, su quelle pagine candide scrivo le emozioni che provo, le sensazioni vissute, l’amore che ho ricevuto, l’amore che ho donato a chi timidamente me lo ha chiesto, a 50 anni vivo ancora l’essenza della mia vita in tutte le sue sfumature, e, non c’è volta che ne resti dolcemente spaventata e felice.
Stavo leggendo un libro, quello della mia vita. Ogni foglio è un anno vissuto, ogni capitolo un pezzo della mia storia. All’ultima pagina, ho capito che non è stata importante la trama ma tutti quei personaggi che hanno reso possibile la stesura.
Gli strappi della vita sono le fessure, dove poi s’insinueranno i raggi del sole che le rammenderanno con il loro calore e il soffio di primavera.
Mi rifiuto a credere che questa sia la vita, tutta.
Molti dicono che nella vita bisogna farcela da soli, ma io non ho visto nessun uomo uscire fuori dal “fondo di un pozzo” volando.
Il ritiro a vita deprivata è una costrizione irredenta dell’esistenza.
Mi piace credere che noi uomini non siamo così stupidi da sprecare questa unica possibilità di vita e che la voglia di goderla, di non sprecarla, ci spinga verso i “perché di ogni senso”.
Spesso si crede che l’immortalità di una persona cara, sia nel ricordo, invece è ciò che fai per lei quando hai ancora la possibilità di creare questo ricordo. Questo accade perché spesso si banalizzano i momenti della vita e si drammatizza la morte.
Guardami, sono solo una donna pronta a lottare per qualcosa in cui crede! Non abbasso la testa e non mi regalo a nessuno perché io il valore che porto lo conosco e chi non è capace di vederlo non merita niente di me! Guardami se ci riesci e dimmi se tu puoi permetterti di guardarmi negli occhi senza abbassarli mai! Io posso farlo e ne vado fiera. Ora voltati e vattene! Giudicami se vuoi, offendimi e svalutami! Ma sappi che resteranno solo parole dettate dalla tua rabbia. Una rabbia che nasce dal fatto che io posso farcela anche senza te e forse sto anche meglio!