Vladimir Dimitrievich Nabokov – Libri
Lasciai l’atrio chiassoso e mi fermai fuori, sui gradini bianchi, a guardare le centinaia di falene impolverate che nella notte nera e madida, colma di fremiti e sussulti, roteavano intorno alle lampade ad arco.
Lasciai l’atrio chiassoso e mi fermai fuori, sui gradini bianchi, a guardare le centinaia di falene impolverate che nella notte nera e madida, colma di fremiti e sussulti, roteavano intorno alle lampade ad arco.
Ma infine, un po’ più calma, si sorprese a sorridere. Se non altro lo aveva fatto: si era ribellata e gli aveva detto in faccia quello che pensava.
Non potevo far altro che scolare la lattina di birra e aspettare che cadesse l’atomica.
Anni dopo che il Pensatore se ne era andato, ho capito che tutti noi abbiamo un Pensatore o una Pensatrice (forse più di uno) che ci aspetta in qualche angolo di questo mondo per rivelarci come siamo, per farci scoprire le nostre capacità, per farci addentrare nel nostro labirinto interiore.Anni dopo che il Pensatore se ne era andato, ho capito che ognuno di noi ha un Pensatore che lo aspetta in un dato momento della sua vita, su uno dei suoi sentieri. Potremmo perderlo con una parola, un’alzata di spalle, un viaggio rimandato, per una frase inopportuna, per un timore ancestrale, perché abbiamo accettato le regole di un gioco che ci umilia.C’è chi vive e muore senza incontrare questo suo essenziale altro da sé, che gli aprirebbe porte chiuse sul mondo.C’è chi vive e muore flaccido e privo di linfa come una lattuga. C’è chi vive e muore senza mai tramutarsi nel tizzone che infiamma ogni cosa abbia a fianco, ogni persona abbia accanto. C’è chi vive e muore senza conoscere la via che porta al suo corpo e al corpo degli altri.Quante eccezionali coincidenze si sono dovute verificare per farmi scoprire l’esistenza del Pensatore e perché lui scoprisse la mia, perché io mi accorgessi di lui e lui di me? Quante eccezionali coincidenze si sono dovute verificare per rendere possibile quel primo istante rivelatore che ha deciso ogni cosa?Tutto ciò, adesso, riesco a infilarmelo nella mente perla dopo perla, come una collana, ma il giorno che l’ho incontrato ero ben lontana dall’idea che quel filo stava tessendo la mia storia, La mia Storia?Per anni, dopo che il Pensatore se ne era andato, talvolta sussurravo il suo nome. Mi rendevo conto dei suoi doni e gliene ero riconoscente. Altre volte, invece, non potevo impedirmi di maledirlo.
Per ogni cosa c’è il suo momento.C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e uno per sradicare le piante. Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire. Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare. Un tempo per gettare i sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per serbare e un tempo per buttare via. Un tempo per stracciare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
Ecco che l’uomo nero si volgeva verso di lui e Nick era terribilmente spaventato. Quella creatura, qualunque cosa fosse, non faceva miracoli gratis…. se ti inginocchi e mi adori. E Nick si mise le mani sul viso perché lui le avrebbe volute, tutte quelle cose che la nera forma d’uomo gli aveva mostrato da quell’alto luogo deserto: città, tesori, donne, potere. Ma soprattutto avrebbe voluto sentire il suono estatico delle sue unghie sulla camicia, il ticchettio di una pendola in una casa vuota dopo mezzanotte e il suono segreto della pioggia. Ma la parola che disse fu: no.
Gregorio Samsa, svegliatosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo.