Walter Veltroni – Politica
In Italia si vive col terrore del nuovo, c’è un istinto di conservazione che impedisce al nostro Paese di reggere la concorrenza.
In Italia si vive col terrore del nuovo, c’è un istinto di conservazione che impedisce al nostro Paese di reggere la concorrenza.
La disonestà è fare cose che vanno contro il comune buonsenso ed il bene di tutti, l’imbecillità consiste nel giustificarsi dicendo: “le leggi lo consentono”.
Non colpire affatto se ciò è dignitosamente evitabile; ma se colpisci, colpisci sempre duro.
Poiché sono solo contro tutti, mi è difficile diffendere la propria patria, per tanto a male in cuore decido di accettare l’esilio.
Nelle elezioni in molti non sapevano chi votare, perché gli italiani prima andavano a destra, poi a sinistra e ad un certo punto erano disorientati. Alcuni si affidavano alla divina provvidenza, altri sostenevano che Dio non avrebbe avuto abbastanza tempo per votare al loro posto! Altri, spinti da umana pietà, donarono voti a qualche politico per non farlo dispiacere, convinti che nessuno avrebbe votato per lui! Alcuni cercavano un segno negli esteri, altri si ricordavano che i maya avevano ragione! Altri avevano avuto l’idea geniale che conveniva votare per i maya! Altri, sostenevano che avrebbero copiato dal vicino di urna! E fu così che gli italiani, che non sapevano abbinare nemmeno i loro stessi vestiti, e sono vestiti italiani, tentavano di abbinarsi i politici alle scarpe! E quindi, decisero di votare un personaggio che prima faceva comicità, nella speranza che almeno lui li facesse sorridere. Lui aveva detto loro che avrebbe mandato tutti a casa e agli italiani stava bene purché non fosse casa loro!
Dormire in piedi è roba da pinguini; a testa in giù, da pipistrelli; ad occhi aperti, da serpenti; e seduti in parlamento, da parassiti succhiasangue.
Non ho scelto io di fare politica, mi è stata imposta dalla storia.