William Burroughs – Sogno
Una società di persone che non sognano non potrebbe esistere. Sarebbero morti in due settimane.
Una società di persone che non sognano non potrebbe esistere. Sarebbero morti in due settimane.
Certi sogni sono come le stelle, irraggiungibili però, quant’è bello alzare gli occhi e vedere che son sempre là.
La notte è buia, ma i sogni parlano chiaro, dicono ciò che l’inconscio non rivela, danno voce ai desideri più nascosti, alle paure più assopite, alle speranze più grandi. I sogni fanno parlare la nostra anima.
I sogni realizzati sono favole da vivere, ma quelli irrealizzati sono comunque un soffio di fantasia, che fa danzare le nuvole ferme della realtà.
Non sottovalutare mai un sognatore, ci provò l’infinito cielo e si ritrovò punteggiato di stelle.
I sogni: la lama che è capace di trafiggerti il cuore. Quando sogni qualcosa di fantastico e speri di non svegliarti più, quando cerchi di credere che sia tutto vero. Ma prima o poi la favola finisce. Tutto finisce. Era da aspettarselo in fondo. In fondo sapevo che andava a finire così. La delusione deriva dal fatto che forse dentro di me non era ancora morta la speranza, che c’era ancora qualcosa in cui credere. Già, i sogni. L’unica cosa che per qualche ora riesce a renderti felice, ma poi, sappi che questa felicità ha un prezzo da pagare. Il risveglio.
Oltre alla conversazione delle donne, sono i sogni che trattengono il mondo nella sua orbita.