William Ralph Inge – Religione
Per diventare una religione popolare è solo necessario per una superstizione assogettare una filosofia.
Per diventare una religione popolare è solo necessario per una superstizione assogettare una filosofia.
Un saggio mi disse questo: “Anche io son stato avvicinato da dio, ma gli ho dato il due di picche”.Poi viaggiai il mondo per osservarlo meglio, ma uomo e donna si lanciavano due di picche a vicenda, pregando dio per il perdono. Ora vi dico: “giocate bene le vostre carte!”
Capì che oltre alla vita materiale di cui s’era contentata fino allora, c’era una vita spirituale. In questa vita spirituale si penetrava per mezzo della religione, ma non quella che fino all’infanzia avevano insegnato a Kitty e che consisteva nell’andare alla messa e ai vespri, alla casa delle vedove, dove s’incontravano persone di conoscenza, e nell’imparare a mente testi slavi col pope: una religione superiore, piena di mistero, che si collegava a idee alte, a sentimenti puri, ad una fede che non era un dovere ma uno slancio d’amore.
Io accetto una chiesa che cerchi di convincere gli altri delle sue ragioni, ma non una chiesa convinta di avere sempre la ragione dalla sua.
Apri i miei occhi, o Signore, perché io sappia vedere i segni della tua salvezza in mezzo a noi.
Tutta la passione che porta la natura animale dell’uomo e la distanza di natura spirituale.
Dio è la luce suprema, la luce di tutte le luci, la sorgente di tutte le luci. Beato colui che si meraviglia, perché suo è il regno di Dio.Lascia che la tempesta della mente sfumi, poiché è il silenzio che ti darà gli occhi per vedere.