William Shakespeare – Verità e Menzogna
C’è poco da scegliere frammezzo alle mele marce.
C’è poco da scegliere frammezzo alle mele marce.
Mi dispiace se ti ho illusa. Sono uno scrittore e sono un attore: la verità è il mio mestiere, giacché il confine tra realtà e finzione si delimita nell’infinta potenza di una parola.
Comunicare la verità è soffrire; se non soffri, infatti nemmeno comunichi la verità.
Ma Amore è cieco e gli amanti non vedono le dolci follie che commettono.
Che accadrebbe se un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: “Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione” […]. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere! Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta, un attimo immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: “Tu sei un Dio e mai intesi cosa più divina?”
La realtà e la fantasia sono come due barche che navigano fianco a fianco verso lo sconosciuto, in un mare in cui dubbi e certezze si confondono e si equivalgono fino alla mezzanotte, l’ora nella quale la magia si esaurisce, tutto sparisce nel nulla e la carrozza di Cenerentola torna ad essere una zucca.
Se un problema non ha soluzione, non è un problema.