Costanza Placentino – Desiderio
Dove si ha paura di andare camminando è dove si vorrebbe andare correndo.
Dove si ha paura di andare camminando è dove si vorrebbe andare correndo.
Disperarsi per quello che poteva essere ma non è stato è tempo perso.
Ci sono desideri che nascono come piccole scintille. Quando si accendono, sono focolari, che per un po’ ti tengono al caldo, ti avvolgono in una promessa di tepore. Se non vengono soddisfatti, però, rischiano di divampare in fiamme alte e pericolose. In un attimo, possono bruciarti, sfigurarti. Incenerirti.
Se fossi notte, sarei luce mite, lene, t’avvolgerei con un sospiro.
Se tutti i cuori avessero le ali… ci sarebbe un nuovo ed immenso stormo pronto a migrare.
Più spingi il proibito al tabù, è più il desiderio si accende per averlo.
Vorrei essere una farfalla che accarezza i petali di ogni fiore che sceglie il migliore e che non deve essere scelta, vorrei essere il vento che rinfresca l’arsura, vorrei essere la notte dove tutto può accadere, vorrei essere un sasso che si lancia libero verso l’infinito, vorrei essere la mano che guarisce quella che punisce quella che partorisce, vorrei essere il respiro, l’ultimo quello che da pace il primo quello che da vita, vorrei essere il sogno di ogni essere umano quello che si ricorda quello che sembra reale quello che fa rimanere il dubbio. Vorrei essere un fiume ricco di tutti i suoi organismi cosi perfetti, che dorme nel suo letto o straripa dalla gioia, vorrei vorrei un sogno perfetto che fosse reale che quando scendi dal letto tutto è perfetto.