Michele Sannino – Desiderio
Vorrei tanto ritornare bambino e ritrovare quella felicità che ho perso, ritrovare quel sorriso che non ho più.
Vorrei tanto ritornare bambino e ritrovare quella felicità che ho perso, ritrovare quel sorriso che non ho più.
Dalle finestre arrivava il leggero chiarore della luna. Alzo le lenzuola e trovo le sue braccia pronte a circondarmi. Rispondo al suo abbraccio e accarezzandola le sfioro le labbra con un bacio. Le sue sono calde e morbide come il suo corpo che mi accoglie con dolcezza.
Tra le mie mani c’è la mia croce, la stessa mano che porgo sul mio cuore, dove custodisco le persone a me care. Con le mani mi sorreggo alla mia croce e in silenzio percorro il mio calvario. Nella mano del cuore si sorreggono le cose care.
Voglia di lasciare tutto alle spalle e ricominciare, niente paura di cadere e di non riuscire a rialzarsi!
Credevo di sapere cosa fosse l’amore, mi vantavo di averlo conosciuto. Ma quando vidi il tuo sguardo mi resi conto che l’amore non era ciò che credevo, era ciò che desideravo.
Era neglettamente vestita di bianco; il tesoro delle sue chiome biondissime diffuse su le spalle e sul petto, i suoi divini occhi nuotanti nel piacere, il suo viso sparso di un soave languore, il suo braccio di rose, il suo piede, le sue dita arpeggianti mollemente, tutto tutto era armonia: ed io sentivo una nuova delizia nel contemplarla.
Non ci sono limiti o confini se c’è eccitazione, conta pure su di me. Se è contro la legge, arrestami. Se riesci a gestirlo, spogliami. Non fermarmi adesso.