Mauro Corona – Desiderio
Tendo l’orecchio e sento il passo dei ricordi della perduta casa, solo una pietra cerco.
Tendo l’orecchio e sento il passo dei ricordi della perduta casa, solo una pietra cerco.
Non é quindi peccato desiderare una donna, ma assecondare la concupiscenza; non si deve condannare il desiderio dell’unione carnale, ma l’assenso dato a questo desiderio.
Il vero prodigio della trasparenza di uno sguardo è la capacità di parlare abbattendo il muro del suono, iniettando turbamenti emotivi nelle vene.
Vorrei trasformarmi in pensiero…entrare nella tua mentee capire che cos’è che ti tormenta…
Sapere che c’è sempre qualcuno, capace di ascoltare il nostro silenzio, ci rende più forti.
Al centro dei miei occhi il tuo bagliore… nella mia anima il tuo candore… nel mio cuore, il tuo calore!
Rimane quella lucida follia della persona ancor prima del pensiero, perché non si fonde con nulla che sia contrario alla volontà d’esistere, mi conosco e mi ripulisco di ogni refuso di pacata solitudine, per immettermi nella carreggiata più veloce della volontà. Parevano tempi difficili, quelli che si paravano davanti, ma concretamente secernevano solo un motivo di lento restio dei pensieri. Accomuno le difficoltà finite, con il desiderio di scalata dell’impossibile, anzi a dir comune non esiste l’impossibile se non nei nostri pensieri.