Gianluca Menegazzo – Destino
Non penso al mio futuro, lo sto vivendo ora.
Non penso al mio futuro, lo sto vivendo ora.
Credevo si potesse sorridere sempre per un amore trovato. Credevo ci si potesse emozionare sempre per un gesto inaspettato. Credevo si potesse sognare sempre fintanto c’è un cielo da guardare. Credevo ci si potesse fidare sempre dei segnali del nostro cuore. Credevo che si potesse imparare dagli errori senza cadere nuovamente… credevo a tutto questo perché in qualcosa bisogna pur credere buonanotte creduloni.
Quando l’incomprensibile diventa comprensibile, allora si che tutto diventa praticamente allucinante.
Quando cadiamo perdiamo così tanto tempo a bestemmiare per il dolore, per la pietra che si è conficcata nel ginocchio, per la polvere che ci accieca, per il sangue perso, che non ci accorgiamo della moneta d’oro che sotto quel polverone si nascondeva…
Il destino […] crederci significava non avere più paura degli anni, sapere che non importa come hai vissuto ma solo come andrà a finire la tua storia. Perché tutte le storie, anche le più piatte, possono regalare un grande finale. L’importante è non farsi intimorire dal presente né condizionare dagli altri.
La solidarietà è un momento dell’anima, questo momento non è paragonabile con un termine temporale, è individuale e può essere da un momento a tutta la vita.Permetti a chi è vicino a te di poter vivere questo momento.
Non ho più pensieri né parole. Quando si ripresentano, senza logica, certi accadimenti nella vita di una stessa persona, si azzera la comprensione e, per quanto ognuno, ed è legittimo, possa dire la sua in merito, quello che conta è come si sente chi lo vive sulla pelle. Anche smettere di cercare un perché è una soluzione e dire basta è un diritto inalienabile e insindacabile.