Anna De Santis – Dillo in sei parole
La solitudine è non essere capiti.
La solitudine è non essere capiti.
Il più furbo è morto stolto.
Cazz capisc e coteca no.Ognuno capisce quello che gli conviene.
Amor mio da quanto siamo insieme, siam diventati una cosa sola, uno stesso pensiero, raro per questi tempi, dove tutto passa o rimane incerto, tu sei il mio sempre, il mio dono, voglio invecchiar con te, mano nella mano, seduti sul nostro dondolo, un sogno che ci porterà lontano.
La musica per me è un bisogno primario, mi sveglio e mi addormento con la musica, la mia passione sono le opere e le operette, di tutte sono rimaste arie molto note e che ancora adesso si cantano. Di questi nuovi musicol, non rimane niente, mi dispiace, perché nel complesso sono anche molto ben arrangiate, perché non rimettono in scena le vecchie operette, in modo da farle conoscere ai ragazzi? La vedova allegra, il paese dei campanelli, rugantino…
Gioire, sorridere, amare. Preludio alla felicità?
Il silenzio espressione debole del dissenso.