Margaret Thatcher – Economia e Finanza
Non ci può essere libertà se non c’è libertà economica.
Non ci può essere libertà se non c’è libertà economica.
Chi ha un minimo senso di responsabilità per il futuro della specie umana, non può non opporsi alla realizzazione delle grandi opere con cui si vuole rilanciare la crescita economica al livello della potenza tecnologica raggiunta.
I banchieri son persone argute e dissolute, sanno per certo che una persona d’intelligenza fertile a contatto con soldi e potere potrebbe subirne il fascino cedendo a tentazione.Quindi assumono esclusivamente direttori di banca con indice Apgar mai superiore a 6 e Q.I. rigorosamente entro il 65.
Si può vivere senza musica, con poco denaro, senza filosofia, senza amore. Ma mica tanto bene!
Dichiarare o non dichiarare… questo è il problema.
Adriano Olivetti si poneva sessant’anni fa questi quesiti: “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano, questi fini, semplicemente nei profitti? O non vi è qualcosa di più affascinante, una trama ideale, una destinazione, una vocazione?” Per tutta la vita Adriano s’impose di ricordare un ammonimento di suo padre Camillo, fondatore dell’azienda Ivrea: “Ricordati che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna; devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano a subire il tragico peso della miseria avvilente che si accompagna alla perdita di lavoro.” Adriano commentava: “Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi ad un nobile scopo.”
Proponiamoci di comprare i regali di Natale da piccoli imprenditori, da negozi di amici, dal vicino che vende dal catalogo, oppure quello che fa orecchini, dall’amica che vende su internet. Facciamo in modo che i nostri soldi arrivino a gente comune che ne ha bisogno e non alle multinazionali, così facendo molte più persone potranno vivere un Natale felice.