Simone D’Amato – Felicità
Dimenticai cosa fosse la felicità, finalmente sentii il sangue scorrere nelle vene.
Dimenticai cosa fosse la felicità, finalmente sentii il sangue scorrere nelle vene.
La felicità è come una farfalla: quando la cerchi sfugge e quando la trovi ti muore fra le dita.
Un niente ci abbatte, perché un niente ci consola.
La vera felicità è la vita, per questo bisogno viverla intensamente, perché quando sparisce non torna più.
Chi pretende dall’altro tutto e rifiuta ogni dovere, non troverà mai la felicità.
Poiché noi siamo fatti in modo che paragoniamo tutti a noi stessi e noi stessi a tutti, la felicità o il dolore dipendono da coloro con i quali stiamo a contatto, e nulla è più pericoloso della solitudine. La nostra immaginazione, che è naturalmente portata ad elevarsi, alimentata dalle fantastiche immagini della poesia, si crea una schiera d’esseri fra i quali noi occupiamo l’ultimo posto; e all’infuori di noi tutto ci sembra splendido e ogni persona perfetta. E questo è naturalissimo. Spesso sentiamo che ci manca qualche cosa e, proprio quel che ci manca, ci sembra di trovarlo in un’altra persona alla quale attribuiamo tutto ciò che noi pure abbiamo, e inoltre una grazia ideale. Così immaginiamo l’uomo felice. Ed esso è una creatura della nostra fantasia.
La felicità è tagliarsi le vene. E scoprire poi di essere ancora vivi!