Antonio Durante – Felicità
Fare la cosa giusta, non vuol dire che ti renda felice.
Fare la cosa giusta, non vuol dire che ti renda felice.
Goccia dopo goccia si riempie il vaso fino all’orlo, sorriso dopo sorriso si riempie la mente fino alla gioia.
La felicità è il sapersi accontentare di quello che si ha, e respirare tutto fino all’ultima goccia.
La felicità dovrebbe essere l’unica condizione della vita; dove la felicità è caduta, l’esistenza rimane un folle esperimento di lamenti.
Mi sono chiesta tante volte se la felicità ha un numero, un indirizzo, un cap, una residenza specifica. Mi sono chiesta se esista davvero. Mi sono chiesta se c’è un treno che ha come meta e rotta questa fantomatica parola. Come sempre, ho solo una risposta da esternare e da pronunciare a voce bassa: la felicità non è altro che seminare sorrisi in un prato dove erbacce e gramigna risiedono incontrastate senza rinunce. La felicità è fare un patto col destino, mentre desiderio e volontà si abbracciano e si amano, sotto questo cielo di mille contrasti e di acerbe contraddizioni e consapevolezze. Ecco cos’è la felicità: è amarsi incondizionatamente, è credere che qualcuno da qualche parte possa amarti davvero per quello che sei. La felicità è trovarsi sopra un precipizio, pronta a cadere ma anche pronta ad aggrapparsi alla speranza, quella speranza che ti tiene su mentre scivoli giù in quel dirupo di cattiverie. La felicità è essere pronti a mettere le ali e a volare, in qualsiasi momento, protetti indistintamente da ciò che si ha nel cuore.
Ho sempre pensato che non v’è nessuna felicità maggiore di quella della famiglia.
Il segreto della felicità sta nel vivere ignoti dalla realtà, ma esserne consapevoli ci fa partecipi e responsabili sulla vita e lo stesso a qualcuno ciò può rendere felice.