Luigi Ferraro – Felicità
Inseguo la tristezza per non abituarmi alla felicità che quieta mi raggiunge.
Inseguo la tristezza per non abituarmi alla felicità che quieta mi raggiunge.
La felicità è buona salute e cattiva memoria.
Non vi è né felicità né infelicità a questo mondo, è soltanto il paragone di uno stato ad un altro, ecco tutto. Quegli solo che ha provato l’estremo dolore è atto a gustare la suprema felicità. Bisognava aver bramato la morte, Maximillien, per sapere quale bene è vivere. Vivete dunque e siate felici, figli prediletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Iddio si degnerà di svelare all’uomo l’avvenire, tutta l’umana saggezza sarà riposta in queste due parole: aspettare e sperare.
Fammi un favore: pensa che oggi sia sabato, così sarai più felice. Ed io so che almeno tu sarai felice.
Chi desidera il bene altrui scopre che la felicità degli altri è la fonte più generosa della propria felicità.
Ci sono dei momenti talmente belli, talmente significativi, che racchiuderli in un filmato o in una canzone sarebbe nientemeno che riduttivo, senza dubbio irrispettoso.Momenti, più magici persino della mattina di Natale.Momenti, che verranno impressi nei ricordi, diventando indissolubili. E quando saremo privi di speranza, quando l’ansia ci imprigionerà su una dannata sedia a dondolo, la memoria li farà riaffiorare. Brevi dejà vu, tanto intensi da togliere il respiro. Per un istante, entreremo in estasi, e quando decideremo di riprendere fiato, ci sentiremo sconsideratamente felici. Almeno per un po’.
Quando la felicità non c’è possiamo sempre inventarla!