Lucio Anneo Seneca – Felicità
Non c’è gioia per chi procura l’infelicità altrui.
Non c’è gioia per chi procura l’infelicità altrui.
Io sono felice anche se non ti fa felice!
Cosa ci gridano dunque l’avidità e l’impotenza se non che un tempo nell’uomo c’è stata un’autentica felicità, di cui ora gli rimangono il segno e l’impronta vuota, che egli tenta invano di riempire con tutto quanto lo circonda, promettendosi dalle cose assenti l’aiuto che non ottiene da quelle presenti, ma invano, perché questo abisso infinito non può essere colmato che da un’infinita e immutabile realtà, cioè Dio stesso.
È proprio quando le emozioni racchiuse nei ricordi riaffiorano nel bel mezzo della quotidianità scontata che ne senti quella grandezza assoluta che nel viverli non sei riuscita a cogliere! E basta anche un solo attimo di questo bagno di emozioni che ti accarezza impercettibilmente ma con prorompente intensità il cuore a darti la carica x andare avanti!
Caro amico, insegnami il trucco della tua dissennata felicità. Fallo, però, senza che me ne accorga, senza che sappia di saperlo.
L’uomo più felice è colui che non vuole cambiare il proprio stato.
La felicità è un castello con infinite strade per raggiungerlo e infinite porte per entrare.