Giuseppe Scarselli – Figli e bambini
Se hai un figlio che soffre, tu non sei nessuno.
Se hai un figlio che soffre, tu non sei nessuno.
Che la salute e l’amore siano i compagni migliori, in questa tua vita.
È la prima parola che un bimbo pronuncia, un bisillabo in cui si cela il miracolo dell’esistenza, non esistono occhi così opachi da non brillare al cospetto di uno sguardo materno. Non si è mai troppo adulti, mai sazi d’affetto, per aver bisogno della mamma.
Anche io leggo decine di cose che non condivido, dentro di me mi faccio certo un’idea. Ma se a mio figlio dovessi dire, per ogni persona che non condivide le cose in cui credo fermamente: “vedi figlio mio, quello è un coglione. E tutti quelli che dicono così sono coglioni” mio figlio crescerà un gran pezzo di merda.
Piango per il mondo che vi offriamo, soffro se solo penso a quanto dolore trafiggerà il vostro cuore ma nelle mie lacrime è rinchiusa la speranza perché il mio respiro tende a voi consapevole che ciò che mi sapete donare rende immenso ogni attimo della mia vita, polvere al vento tutto il resto.
Sono una mamma e non aspetto la festa della mamma per gioire, perché so che il regalo più bello, lo vivo ogni giorno “crescendo, educando, amando” i miei miei figli, che riempiono le mie giornate con il dono della loro presenza, con quell’amore etereo, eterno unico. Sono loro la felicità più grande che nessuna festa potrà eguagliare.
Bisognerebbe insegnare ai bambini a essere giusti non appena sono in grado di capire.