Marlene Dietrich – Figli e bambini
Bisognerebbe insegnare ai bambini a essere giusti non appena sono in grado di capire.
Bisognerebbe insegnare ai bambini a essere giusti non appena sono in grado di capire.
“E tu chi sei?” “Mi chiamo Mattia, piacere di conoscerti. In verità ci siamo già conosciuti, ma eri una scricciola di otto o nove anni, forse non ti ricordi.”
I bambini non sono un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere!I bambini sono una fonte inesauribile di sorprese, con le loro domande che appaiono “scontate” e “banali”riescono a metterti tarli nelle orecchie che non ti sarebbero mai passati per la testa!L’ho sempre detto, adoro gli occhi dei bambini, sono occhi puri,occhi che sanno emozionarsi ed emozionare senza lasciarsi condizionare dalle simil-regole degli adulti.I bambini sono spontaneità, sono curiosità, sono sorrisi e lacrime insieme, sono fantasia,sono verità, sono “natura” perché non ancora condizionati dai canoni della società in cui vivono.Per quanto mi riguarda, abbiamo tutto da imparare da loro e loro hanno qualcosa da imparare da noi,ma nei modi e nei tempi giusti.Per questo è bello conservarsi sempre un po’ bambini, la vita è già tanto triste di suo, in certi casi,perché privarci dell’unica parte di noi che possa mantenerci “integri” di fronte alle difficoltà?Ci sarebbe tanto da scrivere in proposito ma forse il più grande insegnamentoche i bambini ci danno è la grande capacità di ascoltare.Ormai nessuno ascolta più l’altro e tutti si parlano addosso.I bambini invece ascoltano in silenzio, anche quando talvolta li credi assenti,poi al momento opportuno ricordano e parlano.
Mie dolci e amatissime bimbe, non curatevi dei miei rari aspri rimproveri, immagini di fragilità e latenti inquietudini. Cogliete la modestia degli insegnamenti e dello sprone che vi invitano alla vita, come fiori di un rigoglioso giardino che il tempo vi accompagnerà ad esplorare. Non sono i più odorosi né i più colorati, ma non ne troverete di altri uguali. Custoditeli nella teca dei vostri ricordi.
È la prima parola che un bimbo pronuncia, un bisillabo in cui si cela il miracolo dell’esistenza, non esistono occhi così opachi da non brillare al cospetto di uno sguardo materno. Non si è mai troppo adulti, mai sazi d’affetto, per aver bisogno della mamma.
Sulla terra non c’è semplicità ed umiltà più pura di quella dei pargoli.
Per mia madre sono ancora la sua “principessa”, per la vita una “guerriera” e per chi amo un “punto fermo”, perché per me le persone importanti sono sempre al primo posto.