Silvia Avallone – Figli e bambini
“E tu chi sei?” “Mi chiamo Mattia, piacere di conoscerti. In verità ci siamo già conosciuti, ma eri una scricciola di otto o nove anni, forse non ti ricordi.”
“E tu chi sei?” “Mi chiamo Mattia, piacere di conoscerti. In verità ci siamo già conosciuti, ma eri una scricciola di otto o nove anni, forse non ti ricordi.”
Meglio morire senza figli, che lasciarli male educati.
Femmine un giorno e poi madri per sempre, nella stagione che stagione non sente!
Una mamma piange esattamente come tutte le altre persone, ma non si fa vedere, sta male e soffre esattamente come gli altri, ma lo nasconde meglio, non dorme la notte ma tiene gli occhi chiusi come se lo facesse, si alza al mattino con gli occhi gonfi ma ha solo preso un colpo d’aria, si siede a tavola e guarda la tv ma non la vede, una madre davanti agli occhi dei figli è sempre la più contenta anche se nel cuore ha la tristezza.
I bambini sono innocenti fino a prova contraria.
Tutti dicono tanto dell’ascoltare… non ci vuole molto per quello… di qualche argomento è per parlarne che ti devi impegnare.
I bambini risvegliano la parte buona di noi, quella sopita, imbastardita dalla trivialità, dalla malizia, riscoprendo lo stupore e quel senso di rinnovato interesse nel gustare la vita, toccandolo questo mondo che ci passa accanto e nemmeno ci sfiora, impegnati come siamo dal contemplare sovrastrutture ed archetipi. Impariamo di nuovo a camminarci a carponi su questo mondo, forse, è la prospettiva migliore!