Lucio Anneo Seneca – Figli e bambini
Anche da un piccolo corpo può uscire uno spirito veramente forte e virtuoso.
Anche da un piccolo corpo può uscire uno spirito veramente forte e virtuoso.
L’allegria e la tenerezza che brillavano negli occhi di Sereza si spensero sotto lo sguardo del padre, e il bambino chinò il capo. Il padre prendeva con lui sempre quello steso tono che Sereza ben conosceva e che aveva anche imparato a imitare: gli parlava – così sembrava a Sereza – come se si fosse rivolto a uno di quei ragazzi immaginari che si trovano nei libri e che non somigliano ai veri ragazzi. E Sereza si sforzava, quand’era col padre, di parere uno di quei ragazzi dei libri.
Mamma è cristiana, papà è ateo ed io sono me stesso.
Se gli adulti smettessero di fare i bambini, quest’ultimi avrebbero più modelli da imitare.
Tua madre mi disse “sono tua” in un’apertura di mani che mi lasciò morire piano, così le disegnai dentro la vita. La Tua.
Nella voce schietta dei bambini è racchiusa la poesia del Natale: dai loro canti scorre la bontà, che come fiume d’amore rompe gli argini della diffidenza, donando un frammento d’incanto anche a chi ha dimenticato il proprio candore.
Gli occhi di un figlio sono l’orizzonte pulito, dove albeggia sempre il dono della clemenza.