Arthur Schopenhauer – Filosofia
Desiderare l’immortalità è desiderare la perpetuazione in eterno di un grande errore.
Desiderare l’immortalità è desiderare la perpetuazione in eterno di un grande errore.
Tutto ciò su cui si ragiona molto è fonte di dubbio.
La cosa importante è che si parli di te e delle tue imprese, in bene o in male, meglio in bene ma che se ne parli sempre.
Un bufalo, un coniglio, un’otaria, un cane e un uomo hanno pressappoco sensazioni e reazioni simili se feriti nella carne. Perché l’uomo sottovaluta e trascura esageratamente questa realtà? La resurrezione della carne va intesa come un fenomeno cosmico propedeutico all’avvento del pensiero operante? E cosa può avvenire dopo il pensiero operante? Al momento, penso sia bene non infierire sugli animali per non ereditare troppo dolore ed infelicità.
Qui l’errore è in ciò che non si è fatto, nella diffidenza che fece esitare.
Siamo esseri mutevoli, in divenire. La coerenza è l’illusione di chi vuol costruire castelli di carta pensando di trovarsi all’interno di una campana dove è stato fatto il vuoto spinto, quando invece si dovrebbe piuttosto assimilare l’idea che nulla di ciò che era è, nulla di ciò che è sarà.
Il povero del poco che ha ne fa parte ad altri il ricco, invece, immagazzina sempre più. Il primo è soddisfatto del suo stato l’altro, il ricco, ne è molto preoccupato.