William Clarke Styron – Giornata della memoria
La domanda: Ditemi dove era Dio, ad Auschwitz. La risposta: e l’uomo dov’era?
La domanda: Ditemi dove era Dio, ad Auschwitz. La risposta: e l’uomo dov’era?
Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.Mai dimenticherò quel fumo.Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.
Voi che vivete sicurinelle vostre tiepide case,voi che trovate tornando a serail cibo caldo e visi amici:considerate se questo è un uomoche lavora nel fangoche non conosce paceche lotta per mezzo paneche muore per un sì o per un no.Considerate se questa è una donna,senza capelli e senza nomesenza più forza di ricordarevuoti gli occhi e freddo il grembocome una rana d’inverno.Meditate che questo è stato:vi comando queste parole.Scolpitele nel vostro cuorestando in casa andando per via,coricandovi alzandovi;ripetetele ai vostri figli.O vi si sfaccia la casa,la malattia vi impedisca,i vostri nati torcano il viso da voi.
Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani parla.
Auschwitz inizia ogni volta che si guarda un mattatoio e si dice: sono soltanto animali.
La memoria è determinante. È determinante perché io sono ricco di memorie e l’uomo che non ha memoria è un pover’uomo, perché essa dovrebbe arricchire la vita, dar diritto, far fare dei confronti, dar la possibilità di pensare ad errori o cose giuste fatte. Non si tratta di un esame di coscienza, ma di qualche cosa che va al di là, perché con la memoria si possono fare dei bilanci, delle considerazioni, delle scelte, perché credo che uno scrittore, un poeta, uno scienziato, un lettore, un agricoltore, un uomo, uno che non ha memoria è un pover’uomo. Non si tratta di ricordare la scadenza di una data, ma qualche cosa di più, che dà molto valore alla vita.
Morte premeditata di milioni di vite innocenti,perché Ebrei.Ritenuti indesiderabili.Banditi.Umiliati.Indifesi.Massacrati.Trasportati nei lager.Svestiti.Numerati.Campi di concentramento.Rinchiusi.Definiti spazzatura.Uomini, donne e bambini divisi.Denudati.Rasati.Stipati come bestie.Baracche, con letti a castello, come gabbie.Stracci putridi, ricoperti di escrementi, le loro coperte.Obbligati a lavorare.Violenza sulle donne.Sfruttate come cavie dai medici.Deportati.Torturati.Orrore.Epidemia, tifo, pidocchi.Denutriti.Insopportabile.Qualcuno tenta di scappareSi getta sul filo spinato elettrico.Vagoni stipati.Docce.Camere a gas.Ignari entrano.Bruciati vivi.Odore acre.Sterminati dai Nazisti.L’inferno sceso sulla terra.Ora a ricordare il dolore.Foto, scarpe, borse, denti, occhiali, tesori, documenti.Forni crematori, Auschwitz.Oggi sono le lacrime del mondo a voler ridare vita alle loro vite.