Michele Gentile – Guerra & Pace
Un Re che non vuole più combattere è il miglior suddito della pace.
Un Re che non vuole più combattere è il miglior suddito della pace.
Io non ho mai veduto città che non desideri la rovina della città vicina: niuna famiglia che non voglia sterminare qualche altra famiglia. Per tutto i deboli hanno in esecrazione i potenti, innanzi ai quali s’avviliscono, e i potenti trattano quelli come le pecore, di cui si vende la lana e la carne. Un milione d’assassini arruolati, corre da una parte all’altra dell’Europa, esercitando l’omicidio e la ruberia con disciplina, per guadagnare il pane, perché non hanno più onesto mestiere; e nelle città che sembrano goder la pace, e dove fioriscono l’arti, gli uomini son divorati da più gare, più pensieri, e più inquietudini, che una città assediata non prova fiamme; le tristezze secrete sono ancor più crudeli che le miserie pubbliche.
Ti chiedo basta mondo…Ti chiedo basta di scherzare con il fuoco…Ti chiedo basta con la sofferenza…Ti chiedo basta di commettere sempre gli stessi erroriper poi scontarli con il sangue…con guerre,violenze,Ti chiedo basta di soffrire mondo troppa e l’atrocità umana,troppa e la cattiveria…Ti chiedo basta perché sono stanco del male che regna…stanco del dolore che regna ogni giorno nel tuo mondo…Ti chiedo solamente basta…
L’ultimo “caso Siria-Stati Uniti” mi fa pensare una sola cosa e cioè che gli americani possiedono moltissime armi con una data di scadenza.
Frequentando i tuoi sorrisi ho allontanato le mie migliori miserie.
Tutti i vizi di tutte le età e di tutti i paesi del globo riuniti assieme, non eguaglieranno mai i peccati che provoca una sola campagna di guerra.
Non sono un pacifista. A chi mi desse uno schiaffo sulla guancia non porgerei mai l’altra, ma mi difenderei a denti stretti. La guerra è per metà fatta di paura e per metà di noie. I giovani del mio paese non sono per la guerra. Non sono nemmeno per il servizio militare. Gli orfani di guerra, poi, la considerano il peggiore dei mali.