Francesco Cossiga – Ipse dixit
Io sono un finto matto che dice le cose come stanno.
Io sono un finto matto che dice le cose come stanno.
Nelle mie vicende personali i telegrammi sono stati così spesso i messaggi o gli araldi o comunque si chiamino, di violente crisi che sono giunto al punto di guardarli con sospetto chiedendomi se qualcosa non salterà fuori dalla busta e mi addenterà una gamba.
Io, povero, non bello e non ricco, ho fatto il culo al mondo e sono la Lorella Cuccarini del governo Berlusconi.
Hell, no. There’s nobody in the business strong enough to scare me.Dannazione, no. Non c’è nessuno negli affari abbastanza forte da spaventarmi.
Per carità: io a Emilio Fede gli voglio bene come se fosse normale.
Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “Io tu e le rose” in finale e una commissione che seleziona “La rivoluzione”. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.
“Carneade! Chi era costui?”, ruminava tra sé don Abbondio seduto sul suo seggiolone.