Alessio Elia – Lavoro
Il lavoro nobilita molto più la donna.
Il lavoro nobilita molto più la donna.
Lavora tu vecchiaccia che hai la pelle dura… io sono creatura… non posso lavorà.
Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano.
– Non posso fare altrimenti – rispose Levin. – Tu fà uno sforzo e mettiti dal punto di vista di un campagnolo come me. Noi, in campagna, facciamo di avere le mani adatte a lavorare: perciò ci tagliamo le unghie e, a volte, anche ci rimbocchiamo le maniche. Qui invece si fanno crescere le unghie più lunghe che possono e si attaccano ai polsini dei bottoni che paiono piatti per non poter fare nulla con le mani.- Questo vuol dire che non si ha bisogno di fare lavori manuali. Si lavora col cervello…- Forse. Ma tuttavia mi sembra strano, come mi sembra strano che mentre noi campagnoli facciamo di tutto per abbreviare i nostri pasti e poter tornare subito al lavoro, qui tu ed io facciamo di tutto per allungare il pranzo e mangiar molti piatti senza saziarci. Perciò mangiamo le ostriche…- Già, naturalmente – replicò Stepan – ma questo è lo scopo della civiltà: far di ogni cosa un piacere.- Se questo è lo scopo della civiltà, preferisco restare un selvaggio.
Lavoro, quanto odio il lavoro, anche quando lavorano gli altri.
La troppa solidarietà fra appartenenti alla stessa categoria diventa spesso complicità fra colpevoli.
C’è di che divertirsi a fare l’impossibile.